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I 3000 articoli di Secondoprotocollo? Ecco come PDF Stampa E-mail

 

Nel sito di Secondoprotocollo ogni giorno vengono pubblicati articoli a firma di Redazione, Elisa Arduini, Franco Londei, Miriam Bolaffi, Claudia Colombo oltre a sporadici articoli scritti da persone esterne a SP.

 

Vi sono però forti dubbi, sostenuti da diversi indizi, circa l'esistenza di molte delle collaboratrici di Secondoprotocollo. 

 

Risulta infatti impossibile contattare telefonicamente o personalmente queste fantomatiche ragazze i cui nomi compaiono di continuo nei vari articoli presenti in Rete. E' consentito avere contatti con le collaboratrici di Franco Londei solamente via email .


Date queste premesse ci chiediamo: chi è che davvero scrive (anzi, compone come vedremo) la maggior parte degli articoli pubblicati da Secondoprotocollo? Probabilmente una persona sola, salvo pochi casi di articoli scritti da persone esterne a Secondoprotocollo. 

 

A questo indirizzo notiamo questa dichiarazione da parte di Franco Londei, presidente di Secondoprotocollo: 

 

"In merito allo scrivere siti fake, secondo questi personaggi (noi di Primoprotocollo NDR) tutti gli articoli di SP (oltre 3000) gli avrei scritti io però firmandoli con altri nomi (sic)" 

 

Franco Londei sostiene questo: è impossibile che una sola persona abbia preparato una tale varietà di articoli  (più di 3000 secondo Londei) in poco meno di due anni, ovvero dalla fine di febbraio 2007.

 

La  cifra fornita da Londei appare già artefatta: 3000 articoli in 21 mesi corrispondono a 143 articoli al mese, ovvero circa 5 articoli al giorno.

 

Sfogliando il sito di Secondoprotocollo ci si accorge invece come il numero di articoli pubblicati giornalmente sia in genere di uno, a volte due.

 

3000 articoli è quindi una cifra sicuramente gonfiata e irrealistica.

 

 

 

Ma c'è di più

 

 

In seguito alla pubblicazione del sito di Primoprotocollo siamo stati contattati da diverse persone, una delle quali nel 2005 gestiva in buona fede il sito di International Network for Development (IND) una  presunta ONG diretta da Franco Londei.

 

Questa persona ci ha raccontato come regolarmente Londei le inviasse articoli  di politica internazionale presi da importanti testate giornalistiche straniere o da newsletter tematiche (ad esempio IRIN e MISNA).

 

Alcuni di questi articoli venivano tradotti tramite software e poi pubblicati sul sito di IND, attribuendoli alla sua redazione.

 

Considerando questa soffiata abbiamo fatto una ricerca su alcuni articoli pubblicati da Secondoprotocollo.


Ecco quello che abbiamo scoperto


 

Consideriamo questo articolo firmato Claudia Colombo, una presunta dipendente di Franco Londei

 

Bell'articolo non c'è dubbio.

Peccato si tratti di un'opera di plagio che , tra l'altro, è pure un reato.

 

L'articolo è infatti praticamente uguale a quanto compare in questo pezzo comparso sul Sudan Tribune: 

 

"Khalil Ibrahim, leader del gruppo ribelle Justice and Equality Movement (Jem), uno dei maggiori gruppi ribelli che operano in Darfur, ha dichiarato di aver abbattuto un aereo militare sudanese, sembra un Antonov, 5 Km a sud di Nyala annunciando contemporaneamente il divieto di sorvolo per ogni tipo di aereo, compresi quelli umanitari, in tutta la regione occidentale sudanese"

 

"JEM leader Khalil Ibrahim said his group had hit a government Antonov plane flying over West Darfur just once before it began smoking and eventually crash landed some 5 km (3 miles) south-east of South Darfur capital, Nyala."We shot it (this morning) in West Darfur and now it has fallen in the forest 5 kilometres south-east of Nyala airport," he said." 

 

“Il Jem – ha detto Ibrahim – dichiara tutto il Darfur zona di non sorvolo. Non vogliamo vittime innocenti, il nostro target sono gli aerei governativi che camuffati da aerei civili compiono operazioni militari”.

 

"JEM is declaring Darfur a no-fly zone," he said. "We don’t want to victimise anyone but we are targeting the government who are using civilian aircraft for their operations." 

 

"Negli ultimi tempi i ribelli del Jem hanno abbattuto diversi aerei militari sudanesi tra i quali accertati con sicurezza due Mig 29, abbattuti a Wad Ginja nel Nord Darfur, due  elicotteri da combattento ad Haskanita e un Antonov sempre nei pressi di Haskanita. Questo dimostrerebbe che il Jem ha i mezzi per mettere in pratica quanto minacciato."

 

"In a statement issued today related to this issue, The rebel group said today’s plane is the sixth that GoS has lost to JEM. The others are: 2 Mig 29, shot down in Wad Ginja, North Darfur, July 8th, 2007, 2 Helicopter fighters, Haskanita, September 1, 2007, and 1 Antanov, Haskanita, September 1st, 2007"

 

In questo primo articolo copiato possiamo apprezzare un minimo tentativo di rielaborazione.

 

Abbiamo  facilmente trovato anche questo secondo articolo.

In questo caso non vi è stata nessuna rielaborazione, se non da parte del software di traduzione.

 

Ecco l'originale sul sito della BBC

 

 

The forgotten refugees of east Sudan

By Karen Allen 
BBC News, eastern Sudan

 

Refugees at Wad Sharife camp, eastern Sudan

Will these refugee children ever see their parents' homes?

In eastern Sudan, some 20km from the border with Eritrea in an expanse of sand that stretches as far as the eye can see, is Wad Sharife camp.

 

It is home to some of the 130,000 refugees that have crammed into eastern Sudan over the decades. Yet despite the raw beauty of the craggy Kassala Mountains that form a dramatic backdrop, this is possibly one of the loneliest places in the world.

What makes it even more tragic, is that many of the refugees who now call this part of the world "home," have languished here for more than 25 years, caught in a bureaucratic limbo and unable to work.

 

 

 

 

Ecco invece il tarocco di Secondoprotocollo: non hanno nemmeno finito di tradurre il titolo

The forgotten refugees

Nella regione orientale del Sudan, a circa 20 Km dal confine con l'Eritrea dove la distesa sabbiosa del deserto si perde a vista d'occhio c'è il Wad Sharife camp, la casa di 130.000 profughi che durante gli scorsi decenni hanno riempito questo posto il quale, malgrado la bellezza grezza delle Kassala Mountains che formano un contesto drammatico e affascinante allo stesso tempo, è uno dei posti più drammaticamente dimenticati del mondo. Ma la cosa che colpisce più ancora e sapere che ci sono alcuni profughi che sono qui da 25 anni e non possono andarsene solo per dei cavilli burocratici, come se fossero prigionieri in un limbo, in una terra di nessuno.





I due articoli sono perfettamente identici, chi volesse leggerli nella loro versione integrale può farlo seguendo i link inseriti precedentemente.

 

 

E' questa la serietà giornalistica di Secondoprotocollo?

 

Come mai articoli copiati da vere testate di informazione vengono spacciati come scritti dai vari membri dell'associazione di Franco Londei?


 

Non solo non vengono citate le fonti, come farebbe qualsiasi testata seria: Secondoprotocollo si appropria spudoratamente del lavoro di veri giornalisti, violandone il diritto di autore e commettendo quindi un vero e proprio reato penale.

 

 

Ulteriori considerazioni vengono lasciate alla discrezione del lettore.


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